Mafia, Camorra e Ndrangheta: origine, differenze e caratteristiche evolutive nel tempo

Mafia, Camorra e Ndrangheta: origine, differenze e caratteristiche evolutive nel tempo

A cura di Clelia Bortoletto

Mafia, Camorra e Ndrangheta sono organizzazioni criminali di persone che impongono la propria volontà con mezzi illegali per interessi privati sul territorio dove operano. Sono rette dall’omertà, dai legami familiari, e regolate da riti che ogni “appartenente o affiliato” è tenuto a rispettare.

Tutte queste organizzazioni criminali possono essere definite in generale di tipo “mafioso”, cioè agiscono secondo metodi che sono tipici della mafia: violenza e intimidazione, estorsione, usura, corruzione, sfruttamento umano, attraverso cui producono tra la popolazione una condizione generale di omertà. A parte questi elementi comuni le tre forme di criminalità presentano modelli organizzativi diversi, strategie di azione differenti e comportamenti criminali solo in parte comuni.

La mafia, chiamata Cosa Nostra dai suoi affiliati, è un’organizzazione criminale che ha origini in Sicilia dalla seconda metà del 1800. Il termine “mafiusu” compare per la prima volta in un dramma teatrale I mafiusi di la Vicaria di Palermu, del 1863 di Giuseppe Rizzotto e Gaetano Mosca, ricondotto a un uomo arrogante, tracotante, prevaricatore, di cui avere “rispetto”.

Inizialmente sorta per proteggere i contadini e i lavoratori che venivano sfruttati dai loro padroni, è nel tempo cambiata la sua funzione e organizzazione, con coinvolgimenti anche politici, divenendo oggi una delle associazioni criminale più diffusa nel mondo.

La mafia è costituita da un sistema di gruppi chiamate famiglie, ed è organizzata secondo una gerarchia piramidale con a capo un boss, che regola tutti gli affari, che controlla l’intero territorio attraverso i suoi “uomini d’onore” che si occupano di compiere omicidi, di chiedere il “pizzo”, di spacciare droga, e altri affari illeciti. I capimafia (spesso a causa della latitanza*) comunicano principalmente in modo scritto, con i pizzini,** poiché non sempre sono in grado di comunicare di persona a tutti i loro sottoposti (capifamiglia, picciotti, soldati).

Nell’organizzazione operano diverse tipologie di ruoli:

-uomini d’onore: detti anche capifamiglia, picciotti o soldati sono gli esecutivi dell’organizzazione. Il loro numero varia a seconda della grandezza delle famiglie da 50 a 300;

-capidecina: rappresentano il livello gerarchico superiore ai picciotti. Ogni capodecina comanda da 5 a 10, 20, 30 soldati a seconda delle dimensioni della famiglia;

-vicerappresentante: è una carica formale con basso livello di decisionalità. Può decidere in assenza del rappresentante, anche se tale situazione non si verifica quasi mai;

-rappresentante: è il capo supremo dell’organizzazione. Viene eletto democraticamente (una testa un voto) dai picciotti in riunioni della famiglia appositamente organizzate. Per famiglie di dimensioni elevate i capidecina raccolgono le votazioni degli uomini d’onore, data l’elevata pericolosità nel riunire un centinaio di persone;

-consigliere: collabora direttamente con il rappresentante, lo affianca nella sua attività decisionale e ha funzioni di controllo;

-affiliati: sono coloro che non hanno ancora prestato giuramento, ma che sono stati scelti come futuri uomini d’onore. Vengono attentamente studiati, mentre compiono reati di modesta gravità (telefonate estorsive, autista di uomini d’onore, rapine, incendi, mai omicidi) per conto dell’organizzazione, da un uomo d’onore che fa da tramite e garante verso cosa nostra.

(film: i Cento Passi – stori di Peppino Impastato, di Marco Tullio Giodana; Alla luce del sole – storia di Pino Puglisi, di Roberto Faenza; La mafia uccide solo d’estate, di Pif)

La camorra è un’organizzazione criminale presente in Campania, fino al basso Lazio. La sua struttura è molto complessa, infatti è composta da molti clan diversi, senza un’organizzazione superiore, legati a parti definite di territorio della stessa città, sempre in lotta tra di loro, che sfruttano soprattutto la povertà delle giovani generazioni che abitano le periferie. Le alleanze tra queste organizzazioni sono molto fragili e possono essere in contrasto attraverso le faide***, gli agguati e gli omicidi, che avvengono quotidianamente nei quartieri di Napoli.

L’equilibrio di questa organizzazione è ovviamente precario in quanto i “capetti” dei diversi clan possono entrare in conflitto per motivi di dominio e di potere tra loro in continuazione. All’interno dell’organizzazione camorristica sono possibili alleanze tra clan diversi di uno stesso territorio per differenziare l’attività illecita, ma sempre senza un capo superiore che li coordina (esempio film La Paranza dei Bambini di Claudio Giovannesi; film Gomorra, di Matteo Garrone).

La ‘Ndrangheta è un’organizzazione criminale presente in Calabria anche se oggi è ormai diffusa in Emilia Romagna , in Lombardia e all’estero. Si è organizzata in ‘Ndrine**** che sono presenti in ogni comune e sono formate da famiglie che prevedono un vero e proprio rito per entrarne a far parte. Oggi è la più ricca delle mafie soprattutto grazie al traffico di droga ma anche alla conquista del potere in alcuni comuni. (film: Sasà- storia di malavita calabrese, di Santo Pennestrì).

I tre modelli di organizzazione criminale, nati in diverse regioni del territorio italiano, si sono diffusi col tempo in altre aree geografiche della penisola, più ricche a livello economico, e in diverse parti del mondo, dove la collaborazione e la corruzione dell’organizzazione politica e sociale, ha garantito espansione e rafforzamento del loro potere e controllo delle località in cui operano. Rimane sempre un forte legame di appartenenza delle associazioni criminali con i luoghi di origine, da cui gestiscono gli illeciti

Ciò che interessa a queste organizzazioni criminali è il potere economico, soldi illeciti che riescono a ottenere facilmente grazie: al traffico di armi, di uomini, di droga; di rifiuti speciali, merci contraffatte, all’usura; agli  affari con i politici per ottenere favori in cambio di voti (appalti pubblici truccati, riciclaggio di denaro sporco nell’edilizia…); al “pizzo o racket” una sorta di “tassa illegale” che i mafiosi chiedono ai commercianti in cambio di protezione (chinon paga rischia di vedersi incendiato il proprio negozio o di essere ucciso).

Altro settore di interesse criminale, in larga diffusione, è il traffico umano dei clandestini, tra i quali quello delle donne, da destinare alla prostituzione.

Non meno importante è il traffico di rifiuti tossici che partono dal nord per raggiungere regioni del sud Italia o dei paesi in via di sviluppo. Anche in questo caso il ruolo degli imprenditori compiacenti è fondamentale: preferiscono rivolgersi alla mafia per abbattere i costi di smaltimento dei rifiuti tossici.

Gli sforzi da parte dello Stato, di combattere la criminalità organizzata negli anni, hanno portato diversi risultati, ma evidentemente non basta quanto finora è stato fatto. Grandi uomini hanno dato la vita per contrastare queste organizzazioni criminali. Tra loro non si possono dimenticare i giudici Falcone e Borsellino che formarono un pool antimafia dove processarono moltissimi mafiosi. Giovanni Falcone fu ucciso il 23 maggio 1992sull’autostrada che collega Capaci a Palermo. Paolo Borsellino, invece, cadde vittima della mafia il 19 luglio dello stesso anno, in via D’Amelio (Palermo); con lui morirono anche agenti e civili. Salvatore Riina e Bernardo Provenzano furono arrestati per tali crimini, ma il loro posto venne presto preso da altri esponenti mafiosi.

Concluderei citando una frase del giudice Giovanni Falcone: “Chi tace e chi piega la testa muore ogni volta che lo fa, chi parla e chi cammina a testa alta muore una volta sola”.

*latitanza: lo stato di chi volontariamente si sottrae all’esecuzione di un mandato o di un ordine di cattura, di arresto o di carcerazione

**pizzini: Lo stato di chi volontariamente si sottrae all’esecuzione di un mandato o di un ordine di cattura, di arresto o di carcerazione

***faide: lo stato di inimicizia o di guerra privata che si creava fra la parentela o il gruppo sociale dell’ucciso, del leso, dell’offeso e quella della persona ritenuta responsabile del delitto

****ndrina è una cosca malavitosa facente parte dell’organizzazione criminale calabrese della ‘ndrangheta. È gestita in prevalenza da una famiglia, ossia da un gruppo di membri consanguinei (e anche da altri soggetti affiliati) che controlla un particolare territorio come un paese o un quartiere di una città. Il nome di una ‘ndrina è il cognome della famiglia o in alcuni casi i cognomi di più famiglie che nel tempo hanno stretto legami matrimoniali anche spinte da motivi economica.

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