Come moltissime altre persone, anche io sono rimasta affascinata dal genio di Albert Einstein, fisico tedesco noto soprattutto per la teoria della relatività e, facendo delle ricerche su di lui, mi sono imbattuta in un fatto davvero curioso: il caso del suo cervello!
Dopo la morte dello scienziato avvenuta nel 1955, il medico che fece l’autopsia al suo corpo, Thomas Harvey, prelevò il cervello per esaminarlo. In tanti infatti pensavano che in questo modo avrebbero scoperto il segreto della sua straordinaria intelligenza. Ma non successe: infatti l’aspetto del cervello di Einstein era normalissimo, non era più grande o più pesante della media, né presentava dei segni particolari.

Una ricerca condotta da un team internazionale di scienziati, compreso l’italiano Andrea Volterra, ipotizza che gli astrociti (cellule speciali che fungono da interruttori nella trasmissione delle informazioni) nel cervello di Einstein fossero più numerosi e più sviluppati del normale. Tuttavia non c’è un consenso unanime su questi studi.
Allora mi sono fatta una domanda: INTELLIGENTI SI NASCE O SI DIVENTA?
Il neuroscienziato dell’Istituto per la ricerca biomedica del Cnr, il Dott. Antonio Cerasa ha svolto degli studi su individui molto dotati intellettualmente e suggeriscono che a renderli tali è, certo una predisposizione genetica, ma anche l’applicazione continua, quotidiana di una particolare funzione cognitiva.
Anche le ricerche di neuroimaging, conoscenze scientifiche utili a spiegare quale sia la natura celebrale e cognitiva di persone super esperte in vari ambiti (dai musicisti agli scacchisti, dagli architetti ai matematici) si orientano verso questa tesi. Certo, ci sono alcune persone plusdotate, ad esempio con straordinarie capacità di memorizzazione, una dote che hanno dalla nascita, ma tante altre abilità possono essere acquisite con l’impegno e l’applicazione. Quindi con la costanza e l’impegno anche noi possiamo provare a diventare gli Einstein del futuro!

3 curiosità su Albert Einstein
- Smemorato cronico: sembra che Albert Einstein avesse una pessima memoria per le cose che non riteneva rilevanti, ad esempio i numeri di telefono e date di nascita.
- Albert Einstein aveva svariate passioni, tra cui l’amore per il violino. Ne aveva uno che chiamava Lina, dal quale non si separava mai.
- Il cervello dello scienziato più famoso pesava 1.230 grammi contro la media di 1.500 gr.
di GOTTARDO MAILA
