Incontro con l’autrice Chiara Polita

Incontro con l’autrice Chiara Polita

Il giorno 22 aprile 2026, dalle 10:15 alle 12:00, abbiamo ospitato nella nostra scuola la scrittrice Chiara Polita. Noi studenti delle classi terze – sezioni A, B e C – abbiamo intervistato l’autrice del libro che stiamo leggendo ormai da fine gennaio 2026: Di Fulmini e Tempesta. Questo racconto narra le vicende della protagonista Maria, una donna di quarantotto anni di San Doná di Piave; Maria combatte nel periodo della Resistenza, dal 1943 al 1945, affronta varie sfide, accudisce un bambino ebreo in cui rivede una persona del suo passato destinata ad essere rivelata solo alla fine. Insomma, un romanzo storico, con crescita personale e mistero, tutto in un unico libro.

In diversi momenti ci siamo ritrovati tra compagni delle tre classi per raccogliere le idee sulle domande da porre alla scrittrice e realizzare dei lavori per accoglierla al meglio.

Il 22 aprile siamo arrivati in aula Zottino e abbiamo iniziato il nostro atteso incontro; abbiamo presentato e regalato a Chiara Polita un cartellone raffigurante la Piave e il Duomo di San Donà con disegni dei personaggi principali: Attilio Rizzo, Zanlevio, Bufera, Maria, Giacomo e Lucia Schiavinato, con la loro descrizione e delle citazioni dal libro. Le abbiamo donato anche un racconto, ispirato alla sua scrittura, e un disegno molto poetico che raffigura la protagonista del libro. L’autrice ha molto apprezzato il nostro impegno.

Successivamente, ci ha spiegato varie curiosità sia storiche, sia relative al romanzo. Pensate che dopo la disfatta di Caporetto, San Donà era totalmente distrutta e valutavano di ricostruirla da zero in un altro luogo, ma i sandonatesi si opposero a questa scelta e iniziarono a ricomporre la città. Uno dei protagonisti, Attilio Rizzo, comandante della Brigata Eraclea dei partigiani (è un personaggio reale! Andatelo a cercare su internet se volete approfondire) aveva il suo studio da geometra proprio a fianco alla Casa del Fascio… pensate che coincidenza!

Ci ha anche raccontato qualcosa in più sulla protagonista Maria: è nata a Noventa di Piave e lavorava allo iutificio, un luogo dove si lavorava la iuta, materiale utilizzato per fare dei grandi sacchi. È stato costruito nel 1908 e dopo essere stato distrutto nella Prima Guerra Mondiale, è stato ricostruito con delle stanze per l’allattamento e un asilo attiguo, dato che quasi tutte le persone che ci lavoravano erano donne.

La scrittrice ha poi associato Maria ai quattro elementi naturali: terra per le radici e il passato della protagonista, aria per il cambiamento che subisce, libertà che sogna e otterrà, fuoco per la passione che ha verso gli ideali di libertà ed acqua per il suo legame con la Piave e per il fatto che l’acqua attiene sia alla morte sia alla vita.

Dopo queste spiegazioni abbiamo iniziato a porle le domande che ci eravamo precedentemente preparati:

D: “In questo libro abbiamo incontrato un intreccio di personaggi, alcuni di fantasia altri reali, com’è riuscita ad equilibrare e quali sono le fonti storiche che ha utilizzato per raccontarci questa storia? Ha avuto delle difficoltà a bilanciare elementi storici ed elementi narrativi?”

R: “Per raccogliere le informazioni sul periodo storico ho utilizzato libri come Un soffio di libertà della prof.ssa Biason e La resistenza delle Donne e foto. È anche stato utile l’Archivio Storico Comunale, ho avuto anche l’opportunità di incontrare la famiglia Rizzo perché volevo riportare al meglio e con rispetto la figura di Attilio Rizzo.”

D: “Cosa l’ha spinta a cominciare a scrivere questo libro? C’è stato un evento o una scoperta che ci vuole raccontare?”

R: “Quello che mi ha spinto a scrivere questo libro è stata la voglia di far scoprire come San Donà di Piave ha affrontato la Seconda Guerra Mondiale, dato che le è stata assegnata anche una Medaglia al Valor Militare. Poi il personaggio di Maria lo avevo già in mente per un libro che stavo scrivendo e pensavo di non averle dato abbastanza importanza, quindi con questa nuova idea è come se mi avesse bussato alla porta nuovamente”.

D: “Maria vive un grande cambiamento, qual è stato l’aspetto più difficile da raccontare nella sua evoluzione?”

R: “Il momento più difficile da raccontare è stata la morte di Giacomo, poiché è sempre difficile “eliminare” un personaggio dalla propria storia, soprattutto se è così dolce come lui, però la vedevo come una cosa necessaria per la crescita e lo sviluppo di Maria.”

D: “Che significato hanno i nomi dei personaggi?”

R: “Il nome Maria l’ho scelto perché è un nome comune, volevo far capire che tutti, anche le persone più comuni, possono fare qualcosa di buono; Isacco, il vero nome di Giacomo invece, è un nome biblico che rimanda al “sacrificio”, quindi è un po’ come se il suo destino fosse già scritto; Bufera, pur non essendo il suo vero nome, è un po’ rappresentativo della sua vita che è sempre stata una tempesta.”

D: “Cosa le piacerebbe che restasse nel lettore dopo aver terminato la lettura del libro?”

R: “Vorrei che nel lettore rimanesse l’idea che non bisogna sempre e solo lamentarsi ma bisogna anche fare qualcosa, agire.”

D: “Abbiamo visto che oltre a Di Fulmini e Tempesta ha scritto altre opere: romanzi, racconti e raccolte di poesia. Quali sono i nuovi progetti o libri a cui sta lavorando? Pensa di scrivere un altro romanzo storico?”

R: “Sì, sto lavorando a due romanzi storici. Uno è ambientato a fine 1800 mentre l’altro è già finito, ma non vi farò lo spoiler!”

Queste sono state alcune delle domande che abbiamo rivolto all’autrice. Al termine dell’incontro Chiara Polita si è intrattenuta per firmare le copie dei nostri libri e poi ci siamo salutati con affetto e stima.

Speriamo di avervi incuriosito ed invogliato a leggere il libro Di Fulmini e Tempesta con questo nostro articolo, e vi lasciamo con una citazione del libro, che ci incita ad avere coraggio:

“Questo è il tempo del fuoco. Noi siamo il fuoco. Le fiamme che ci sono fuori potranno minacciarci, ma il fuoco che abbiamo dentro saprà creare un mondo nuovo, se non avremo paura di scottarci!”

       di Ginevra Bordon e gli Studenti delle classi 3A, 3B, 3C                                                                                          

     

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