Ginevra, piccola grande scrittrice

Cari lettori, noi ragazzi del giornalino crediamo nella forza delle parole e pensiamo che sia bellissimo quando qualcuno della nostra età si cimenta nella scrittura per passione e interesse. Scrivere è bello, ma è una pratica che richiede esercizio, lettura, ragionamento, tanto da risultare un’operazione complessa anche per gli adulti! Quindi ci sembra doveroso dedicare questo spazio anche a chi, nostro coetaneo, crea dei mondi meravigliosi attraverso le parole.

Oggi vogliamo condividere con voi l’avvincente storia nata dalla mente della nostra compagna di 3C Ginevra Bordon, una vera scrittrice in erba, infatti ha scritto numerosi racconti, con personaggi tutti diversi tra loro, impiegando stili differenti. Il racconto che vi proponiamo qui di seguito ad esempio è scritto sotto forma di diario personale e narra le vicende di un ragazzo tedesco del 1937, appassionato di musica che, grazie alla forza dell’amicizia, impara a credere di più in se stesso.

Per ora pubblicheremo solo la prima parte del racconto integrale, se la storia vi ha incuriosito… stay tuned! Tra qualche settimana sarà pubblicato il seguito.

di Marangoni Margot Pauline e Tahiri Fatimaezzahrae

Liberté

Berlino, 12 giugno 1937 ore 21:45

Liebes Tagebuch,

oggi è il mio compleanno, solitamente lo festeggio con i miei compagni di battaglione e con i miei famigliari. Oggi però è successo qualcosa di insolito: ero in ufficio con Markus, avevamo finito la riunione da qualche ora, ma parlare con i vecchi amici non fa mai male, e a un certo punto mi chiede della mia passione per la musica, cito: “So come ci si sente a non poter fare quello che si ama, certo, leggo e scrivo sempre, ma lo faccio solo con scartoffie politiche, mentre vorrei dedicarmi più spesso a Verne o Kafka, tu vorresti avere più tempo per suonare il contrabbasso”, si fermò, studiando per bene la mia espressione e poi continuò: “So anche che i tuoi generali non vogliono farti suonare perché lo ritengono poco inerente al campo militare. Certo, non si sbagliano, ma in una divisione ci deve sempre essere qualcuno che alleggerisce il morale, e chi meglio di un musicista può farlo?”. Poi ha fatto una delle sue solite smorfie, quelle di una persona che sa esattamente quello che potrebbe fare grazie al suo potere, ovvero ribaltare il governo di una Nazione: “Se vuoi posso tirare qualche filo e portarti in una scuola di musica privata, ho un amico che suona il pianoforte, è molto bravo e potrebbe starti simpatico. Che ne dici?”. Io sono rimasto qualche secondo a pensarci, l’idea mi allettava assai, ho sempre voluto imparare a suonare il contrabbasso e incontrare qualcuno che suonava già lo strumento sarebbe stato vantaggioso, avremmo potuto diventare amici e parlare di musicisti e compositori, oppure scrivere qualche melodia insieme. Così ho accettato. Markus si è alzato e mi ha stretto la mano: “Consideralo il mio regalo di compleanno per te, Alles Gute”, e con questo è uscito, lasciandomi con il miglior regalo che io abbia mai ricevuto.

Per il resto la giornata è andata come al solito, ho festeggiato, a pranzo, con i miei compagni di battaglione, ho fatto la riunione con Markus e poi sono tornato a casa per festeggiare con la mia sorellina e il resto della mia famiglia.

Gute Nacht.                                             – Eichhörnchen

Berlino, 17 agosto 1937, ore 22:00

Liebes Tagebuch,

sono ormai due mesi che suono il contrabbasso. Il ragazzo che suona il pianoforte si chiama Litz, non mi ha ancora detto il suo cognome, dice che non si fida ancora di me, è comprensibile, d’altronde Markus mi ha detto che questo Litz lavora per la Sicherheitsdienst (SD), quindi fa parte dei servizi segreti che scovano le persone che tramano contro il governo del Reich, ma in questo periodo era rimasto a Berlino perché Markus non voleva sovraccaricarlo di lavoro, quindi è normale che non voglia dirmi la sua identità completa. Che poi, a dire la sincera verità, se hai i capelli neri e gli occhi azzurri sei abbastanza riconoscibile, ma non importa. A parte tutto ha un carattere veramente bello, a parer mio. È molto perseverante quando deve fare qualcosa che gli piace o deve imparare qualcosa di nuovo, come un brano, ma è anche molto gentile a differenza della maggior parte dei maestri.

Oggi ha iniziato a insegnarmi la “Radetzky Marsch”, il suo brano preferito, e quando sbagliavo o andavo fuori tempo non si arrabbiava mai, anzi, mi spiegava con calma l’errore che avevo fatto e come evitarlo. Ora so suonare buona parte della marcia militare e Litz mi ha detto che la prossima volta la completeremo. Siamo stati qualche ora a impararla e praticarla, non so se due o cinque ore, lo sai che quando suono perdo la cognizione del tempo, comunque, finita la pratica siamo rimasti un po’ a parlare di musica, abbiamo discusso su come andrebbe chiamata. Lui diceva “Musique”, perché suo padre è francese e lui è nato e cresciuto a Parigi, mentre io dico “Musik” perché sono tedesco e perché ora siamo a Berlino, quindi si dovrebbe parlare in lingua teutonica. Dopo esserci minacciati a vicenda di tirarci la biografia di Chopin e il libro delle opere di Georg Philipp Telemann (che per la cronaca sono più di tremila pezzi) in testa, siamo giunti al compromesso di chiamarla “Musica”, come fanno gli italiani, perché abbiamo ragionato che in patto di compositori e di cultura in generale, l’Italia è uno dei centri più importanti se non il più importante (anche se io continuerò a chiamarla “Musik” giusto per dargli fastidio dato che ho notato che lo irrita abbastanza). Dopo ci siamo salutati, da quello che ho capito doveva andare a parlare con Markus, speriamo non succeda nulla di strano.

Gute Nacht.                                             – Eichhörnchen

Berlino, 30 agosto 1937, ore 21:37

Liebes Tagebuch,

oggi sono finalmente riuscito a suonare l’intera “Radetzky Marsch”, Litz era molto fiero di me e per un po’ l’abbiamo suonata insieme, è stato molto divertente. Oggi ho scoperto anche il suo cognome, “Naville”. Da quello che mi ricordo suo padre è un importante economista francese e sua madre è ereditaria di una ricca famiglia cecoslovacca, ma purtroppo non mi ricordo il suo cognome. Un’altra cosa che ho capito è che è molto vicino a Markus, spesso vanno al bar insieme anche se raramente bevono, oppure fanno passeggiate al parco, sono felice per loro e spero che Markus abbia finalmente trovato qualcuno con cui sorridere (perché oltre alle smorfie che fa, raramente ride).

Oggi non abbiamo fatto nulla di particolare però ho promesso a Litz che la prossima volta lo porterò in un ristorante molto buono, gestito da una signorina che si chiama Héloïse di origine belga ma è arrivata qui in Germania da ormai molti anni e posso giurare sul mio quaderno pentagrammato che fa il migliore Sauerbraten di tutto il Länder di Berlino. Questo ristorante me lo ha fatto conoscere Markus e devo dire che è molto nel suo stile. Ci sono tavoli che possono ospitare dalle due alle quattro persone e tavoli con panche che possono far sedere fino a sei persone. Scaffali con spezie, fotografie e piante contornano i muri interni del locale, poi Annaliese e Della sono le mascotte del ristorante. Sono le due figlie di Héloïse: Annaliese ha sei anni mentre Della ne ha tre. Ti scriverò la prossima volta per dirti com’è andata.

Gute Nacht.                                             – Eichhörnchen

Berlino, 6 settembre 1937, ore 13:45

Liebes Tagebuch,

oggi ti scrivo molto prima del solito perché io e Litz siamo sconvolti. Ora sono al ristorante di Héloïse, Litz è qui vicino a me, Bonjour! Ecco appunto, le scritte in corsivo sono opera di Naville, che si diverte a rubarmi il diario e aggiungere le sue note. Fatto sta che arriviamo al ristorante come d’accordo e Della e Annaliese ci salutano come fanno con chiunque e Héloïse ci è venuta ad accogliere e ci ha portato a un tavolo. Mentre ci porgeva i menù, Litz mi ha fatto notare un anello… sulla mano sinistra… sull’anulare… solitamente in quel dito si mette la fede di matrimonio, quindi le abbiamo chiesto, o meglio, io le ho chiesto, sì esatto Litz. Le abbiamo chiesto e lei ci ha risposto che sì, è sposata da ben cinque anni, quindi si è sposata a diciotto anni. Poi le abbiamo cortesemente chiesto con chi fosse sposata, e indovina chi ha detto? FREIHERR, MARKUS FREIHERR! L’uomo più freddo e rigido della Germania, lavora addirittura al fianco degli uomini più potenti del Paese, soprattutto per questioni estere, È SPOSATO E HA DUE FIGLIE! E per giunta non ci ha mai detto nulla! Quindi… riassumendo la questione: Héloïse ha ventitré anni, Annaliese sei, Della tre, e Markus ventiquattro. Quindi quando Héloïse si è sposata aveva diciotto anni e Markus diciannove, quando Annaliese è nata Héloïse aveva diciassette anni e Markus diciotto e quando Della è nata Héloïse era una ventenne e Markus aveva ventuno anni.

E noi, que nous considérions comme les meilleurs amis de Markus, non sapevamo che lui era sposato da CINQUE anni e aveva DUE figlie. L’unica cosa che Markus ci ha detto di tutta questa questione (perché sì, anche Markus è qui al ristorante) è che l’unica persona che era a conoscenza del suo matrimonio è un certo Hannes Neumann. Un austriaco che lavora nell’economia del Reich.

Dopo questa grandissima rivelazione abbiamo mangiato e direi che Litz è soddisfatto del Sauerbraten, vero? Oui, Oui.

Spero che l’Hermann del futuro legga queste righe. Sei molto più bravo di quel che credi. Semplicemente dentro di te hai un mostro chiamato “insicurezza” che è molto difficile da battere, ma fidati che un giorno ci riuscirai e finalmente avrai la liberté che ti sei sempre meritato, e se ne avrai bisogno, tu sais où me trouver.

E comunque sì, ti ho rubato il diario mentre giocavi con Annaliese e Della. Salut.

– Krähe

Berlino, 6 settembre 1937 ore 22:25

Benissimo, grazie a Litz Naville per avermi fatto piangere, un applauso signori! E devo dirti la sincera verità, non so quando o se riuscirò mai a sconfiggere la mia insicurezza, ma questo non è il tema di questa pagina.

LiebesTagebuch,

dato che stamattina non sono andato a suonare perché stavo facendo addestramento con i miei compagni di battaglione (e devo dire che la Wehrmacht sta aumentando velocemente il numero dei suoi militari) ci sono andato al pomeriggio.

Io e Litz abbiamo suonato, come al solito, e poi il signor Naville ha avuto la brillante idea di dirmi che eravamo iscritti a un concorso musicale! E prima di iscriverci non me lo ha chiesto, nein, nein, ci ha iscritti e poi me lo ha detto, e cito testuali parole: “Se te lo avessi chiesto, tu mi avresti detto sicuramente di no”, ed è vero! Io gli avrei detto di no perché se saliamo sul palco io per l’ansia mi dimenticherei l’intero spartito. Io questo Litz veramente non lo capisco. Comunque mi ha detto che tra qualche giorno, non appena i suoi turni d’allenamento diminuiranno (speriamo), ci troveremo e inizieremo a scrivere il pezzo che porteremo al concorso. Litz dice che se lo scriviamo noi me lo ricorderò meglio. Io, a essere sincero, non penso di saper scrivere musica, però se lo dice lui va bene così.

Gute Nacht.                                             – Eichhörnchen

Berlino, 18 settembre 1937, ore 21:45

Liebes Tagebuch,

oggi io e Litz abbiamo fatto ancora pratica, il concorso è tra quattro giorni e la premiazione (se ci arriviamo) sarà il 25. Abbiamo iniziato a scrivere la melodia già nove giorni fa, e devo dire che è risultata molto orecchiabile. Litz dice che sono stato bravissimo e secondo lui la parte che ho scritto è una delle migliori… forse sto iniziando a credergli, senza ovviamente sminuire il suo lavoro perché anche le sue parti sono meravigliose, però forse mi sto convincendo che sono più di quello che credo e forse sto riuscendo a battere il mostro dell’insicurezza. Poi c’è anche da dire che Litz aveva ragione quando diceva che sarebbe stato sempre al mio fianco, perché prevedibile che avrei sofferto di attacchi di panico o cose simili durante le nostre prove. Non mi sentivo mai abbastanza e non credevo di meritarmi di suonare accanto a un musicista bravo quando Litz. Eppure lui era sempre lì, sempre pronto a tirarmi su di morale e ad ascoltarmi.

Gute Nacht.                                             – Eichhörnchen

Berlino, 26 settembre 1937 ore 22:50

Liebes Tagebuch,

ieri ci sono state le premiazioni del concorso musicale. Io e Litz abbiamo portato il brano che abbiamo composto, si intitola “foglie nel vento”. In gara c’erano quindici concorrenti, anche se inizialmente c’erano più di duecentocinquanta candidati, alcuni di loro erano solisti, altri lavoravano in gruppo, quasi come un concerto, mentre la maggior parte erano gruppi formati da due persone. Ai giudici, si capiva già dalla prima volta che lo abbiamo suonato, piaceva molto il nostro brano e Litz aveva alte aspettative sul risultato mentre io non ne ero molto sicuro. C’era un gruppo di Praga che ha suonato una composizione veramente magnifica e poi c’era anche un solista da Nantes la cui melodia era semplice ma orecchiabile.

Ieri siamo arrivati al teatro dove avrebbe avuto luogo la premiazione, ci siamo seduti e hanno iniziato a proclamare i podisti. Il solista da Nantes è arrivato quarto, un duo da Mosca è arrivato terzo e secondo il gruppo di Praga. Poi l’annunciatore si è fermato per un secondo e ha letto la motivazione dei giudici sulla scelta del primo posto: “Questo componimento presenta lo stile di una marcia militare, ma ricorda una melodia del celebre artista italiano Antonio Vivaldi; vuole fare immaginare al pubblico una scena della quotidianità militare, con i momenti dove si ride con i compagni di battaglione e i momenti di allenamento e svago. Questi momenti sono però bruscamente interrotti da attimi di ansia, panico e insicurezza che rendono il tutto più cupo e solitario”, quando il signore finì la spiegazione il mio cuore saltò un battito. Era la descrizione della nostra composizione, la frase era quello che Litz aveva spiegato ai giudici quando finimmo di suonare.

Avevamo vinto! “No, no, no, no, impossibile, c’erano musicisti molto più bravi di noi, non possiamo vincere, è uno scherzo!”, questi sono stati i primi pensieri che mi sono passati per la mente. Ma quando Litz mi ha preso per il braccio ho capito che era tutto vero, avevamo vinto.

La parte più bella della premiazione, secondo me, è stato vedere il sorriso di Litz e i suoi occhi che si illuminavano. So che sembra strano, ma è veramente raro vedere Litz così felice. Certo, lo conosco da poco tempo, solo qualche mese, ma l’ho visto sorridere forse tre volte, non è normale sorridere TRE volte in QUATTRO MESI. Vedere i suoi occhi che si illuminano e il sorriso che aveva in volto è stato veramente fantastico. Non sono bravo a disegnare, ma se dovessi descrivere i suoi occhi a un pittore direi che avrebbe potuto scambiarli per delle stelle talmente erano luminosi. Per non parlare del colore, rispetto al solito azzurro spento questa volta brillavano così tanto che neanche il colore del mare più limpido ci si potrebbe avvicinare

E forse ora ho capito che non dovrei essere insicuro… devo convincermi che anche se all’inizio sbaglio è normale… e poi suonare davanti ai giudici non è stato così difficile come mi immaginavo, devo credere di più in me stesso e nelle mie capacità.

Litz prima del concerto mi ha fatto fare dei respiri profondi per alleviare l’ansia e poi mi ha consigliato di chiudere gli occhi mentre suonavo, andando completamente a orecchio e a memoria, e questo ha effettivamente aiutato molto, considerando anche il fatto che ormai la melodia la conoscevo come le mie tasche.

Quindi forse questo mostro che ho dentro sta iniziando a indebolirsi, e presto riuscirò a sconfiggerlo.

 – Hermann Stahl

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